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Prof. Simone Sibio

Prof. Simone Sibio

CHIRURGIA ONCOLOGICA

PIPAC

Pressurized IntraPeritoneal Aerosol Chemotherapy (PIPAC)

La Pressurized IntraPeritoneal Aerosol Chemotherapy (PIPAC) è una promettente procedura chirurgica innovativa per il trattamento della carcinosi peritoneale.
Questa tecnica somministra direttamente i farmaci chemioterapici sulla superficie del peritoneo tramite l’utilizzo della chirurgia mininvasiva laparoscopica, consentendo un approccio mirato e con minori effetti collaterali rispetto alla chemioterapia sistemica.
La PIPAC è una tecnica semplice, ripetibile, gravata da complicanze minime, comporta brevi tempi operatori (circa 40-60 minuti complessivi), ed una degenza di massimo 1-2 giorni.

Indicazioni della PIPACPotenzialmente possono essere trattate tutte le carcinosi peritoneali.
La PIPAC è indicata principalmente per pazienti affetti da patologie neoplastiche in stadio avanzato con carcinosi peritoneale da tumori avanzati di origine colorettale, ovarica, gastrica e pancreatica o tumori primari quali mesoteliomi o pseudomixomi peritonei.
La PIPAC è anche indicata nel trattamento dell’ascite refrattaria a terapia medica.
I candidati ideali per la PIPAC sono coloro che hanno esaurito le opzioni terapeutiche standard o presentano un tumore refrattario alla chemioterapia tradizionale.
La procedura può essere eseguita sia come trattamento palliativo per ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita, sia come parte di un approccio curativo singolo o combinato con altre terapie.

Tecnica Chirurgica della PIPAC
La PIPAC si esegue in un ambiente chirurgico sterile sotto anestesia generale. La procedura coinvolge i seguenti passaggi:

  1. Accesso laparoscopico: Si eseguono 2-3 piccole incisione nell’addome di 0.5-1 cm attraverso i quali sono inseriti la telecamera e gli strumenti chirurgici.
  2. Esplorazione della cavità peritoneale: Il chirurgo esamina attentamente la superficie del peritoneo e valutazione dell’estensione della malattia eseguendo anche biopsie, se necessario, per valutare istologicamente la risposta ai precedenti trattamenti.
  3. Aerosolizzazione della chemioterapia: Si prepara una soluzione chemioterapica specifica per il tipo di tumore del paziente. Un microiniettore collegato ad una pompa ad alta pressione è il sistema che permette la creazione dell’aereosol del chemioterapico che viene diffuso uniformamente nella la cavità addominale.
  4. Pressurizzazione: Durante l’aerosolizzazione, il peritoneo viene sottoposto a una pressione controllata per consentire al farmaco di raggiungere tutte le aree interessate.
  5. Aspirazione del liquido ed evacuazione dei gas: Dopo un periodo di esposizione al farmaco, il liquido peritoneale e il farmaco residuo vengono aspirati e si evacuano i gas in un sistema di filtraggio a circuito chiuso.
  6. Chiusura delle incisioni: Le piccole incisione vengono suturate e protette con una medicazione

Degenza Postoperatoria
Dopo la PIPAC, il paziente deve essere monitorato attentamente in un reparto dedicato per la degenza postoperatoria. La durata del ricovero può variare a seconda della risposta individuale alla procedura e della complessità del caso. In genere, i pazienti possono essere dimessi entro 1-2 giorni. Il trattamento può essere poi ripetuto dopo 6-8 settimane, fino anche a sei cicli, in base al tipo di tumore e alla finalità del trattamento.

Risultati
Le evidenze scientifiche riguardanti i risultati della PIPAC sono ancora relativamente limitate a causa della relativa novità della procedura. Tuttavia, i primi risultati della PIPAC mostrano promesse significative. Diverse pubblicazioni scientifiche e studi clinici hanno dimostrato i seguenti risultati:

  1. Miglioramento dei sintomi: La PIPAC ha dimostrato di migliorare la qualità della vita dei pazienti con carcinosi peritoneale, riducendo i sintomi come dolore, distensione addominale e difficoltà digestive.
  2. Aumento della sopravvivenza: Molti studi hanno riportato un aumento della sopravvivenza globale e della sopravvivenza senza progressione nei pazienti trattati con la PIPAC.  I tassi di sopravvivenza a un anno riportati in letteratura sono del 59% per i tumori ovarici, 53% per i tumori colorettali, 45% per i tumori gastrici, 37% per i tumori pancreatici e rispetto al 5-10% delle terapie palliative.
  3. Riduzione delle lesioni peritoneali: La nebulizzazione del farmaco e l’azione di diffusione del pneumoperitoneo incrementano la penetrazione intracellulare ed interstiziale dei chemioterapici potenziandone l’attività già a basso dosaggio. Il tasso di risposta è riportato in letteratura è di fino al 68%.
  4. Tollerabilità:. La procedura è generalmente ben tollerata dai pazienti con un tasso di complicanze postoperatorie minime e facilmente controllabili. Le dosi utilizzate sono circa un decimo (10%) di quelle utilizzate per la via sistemica endovenosa. Infatti, l’incidenza di effetti collaterali tipici dei chemioterapici quali la perdita dei capelli, la neurotossicità periferica, la cardiotossicità, la nausea e la mielodepressione è praticamente assente.
  5. Ruolo nel trattamento combinato: La PIPAC sta emergendo come una terapia adiuvante o neoadiuvante potenzialmente efficace in combinazione con altre modalità di trattamento, come la chirurgia citoreduttiva e la chemioterapia sistemica.

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