Prof. Simone Sibio
Valutazione specialistica per PIPAC e carcinosi peritoneale
Approccio mini-invasivo per la carcinosi peritoneale. In casi selezionati, possibilità di eseguire la procedura senza anestesia generale.
Quando può essere
presa in considerazione la PIPAC
La PIPAC può essere presa in considerazione in pazienti con:
- Carcinosi peritoneale da tumori del colon-retto
- Tumori gastrici
- Tumori ovarici
- Pseudomixoma peritoneale
- Ascite neoplastica
Sempre previa valutazione multidisciplinare specialistica.
La PIPAC e l’approccio del
Prof. Sibio
La PIPAC (Pressurized IntraPeritoneal Aerosol Chemotherapy) è una procedura laparoscopica che consente di somministrare chemioterapia direttamente nella cavità addominale in forma di aerosol pressurizzato, con minori effetti sistemici rispetto alla chemioterapia tradizionale. La tecnica è semplice, ripetibile e comporta una degenza breve (1–2 giorni).
In casi selezionati, la procedura può essere eseguita con:
- Laparoscopia a basse pressioni o gasless
- Possibilità di procedere senza anestesia generale, utilizzando sedazione profonda, neuroleptoanestesia o anestesia locoregionale
- Risveglio più rapido e degenza generalmente più breve
- Maggiore tollerabilità per chi deve affrontare più cicli di trattamento
Questo approccio può risultare particolarmente indicato nei pazienti fragili o anziani, o in chi ha già affrontato numerosi trattamenti. La scelta del tipo di anestesia viene definita dall'anestesista caso per caso, garantendo sempre il massimo livello di sicurezza e monitoraggio. Si tratta di una possibilità disponibile in pochi centri in Italia
+ 5.000
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+ 15.000
diagnosi effettuate
+ 20 anni
di specializzazione
Perchè Scegliermi
Con oltre vent’anni di esperienza nella chirurgia generale e oncologica unisco competenza clinica, aggiornamento scientifico continuo e tecniche mininvasive avanzate per offrire trattamenti efficaci e personalizzati.
Mi occupo di patologie complesse dell’apparato digerente e di carcinosi peritoneale, utilizzando approcci innovativi come HIPEC e PIPAC, con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza e il miglior recupero possibile.
Credo in una medicina basata su ascolto, chiarezza e fiducia: ogni paziente è unico, e ogni percorso di cura viene costruito con attenzione, rispetto e responsabilità.
Come funziona la valutazione specialistica
- Invio della documentazione clinica
- Analisi multidisciplinare del caso
- Colloquio specialistico
- Definizione del percorso terapeutico più appropriato
Richiesta di seconda opinione specialistica
È possibile richiedere una valutazione specialistica del proprio caso clinico anche dopo precedenti trattamenti oncologici o chirurgici.
Domande frequenti sulla PIPAC
La PIPAC (Pressurized IntraPeritoneal Aerosol Chemotherapy) è una procedura laparoscopica che consente di somministrare chemioterapia direttamente nella cavità addominale in forma di aerosol pressurizzato, limitando gli effetti sistemici del farmaco.
Può essere presa in considerazione in pazienti con carcinosi peritoneale da tumori del colon-retto, gastrici, ovarici, pseudomixoma peritoneale e ascite neoplastica, sempre previa valutazione multidisciplinare.
No. La PIPAC non sostituisce la chemioterapia sistemica, ma può essere utilizzata in combinazione con essa o come opzione in casi selezionati. Il percorso terapeutico viene sempre definito dall’équipe multidisciplinare.
Il ricovero è in genere breve, solitamente 1–2 giorni, compatibilmente con le condizioni cliniche del paziente.
Sì. La PIPAC è ripetibile e può essere eseguita più volte, generalmente ogni 4–6 settimane, in base alla risposta clinica e alla valutazione dell’équipe.
In casi selezionati la procedura può essere eseguita con laparoscopia a basse pressioni o gasless e anestesia con maschera laringea, un approccio particolarmente utile nei pazienti fragili o anziani. La valutazione clinica specialistica è sempre necessaria.
Non necessariamente. Tradizionalmente la procedura viene eseguita in anestesia generale, ma in pazienti selezionati è possibile ricorrere a tecniche alternative: sedazione profonda, neuroleptoanestesia o anestesia locoregionale. Il paziente dorme, non sente dolore e respira autonomamente, senza necessità di intubazione. La scelta viene fatta dall'anestesista dopo una valutazione individuale.
Per i pazienti fragili o anziani, evitare l'anestesia generale può significare un risveglio più rapido, minore disorientamento post-operatorio e una degenza più breve. Nei pazienti che devono affrontare più cicli di PIPAC, una tecnica anestesiologica meno impattante può anche migliorare la tollerabilità complessiva del percorso. Non tutti i pazienti sono candidabili: la valutazione viene sempre condotta in modo personalizzato.
